La condizione che li caratterizza – «Siamo da sempre un’azienda a conduzione familiare, arrivata alla quarta generazione con risultati apprezzabili» – è uno dei punti che Fabrizio Pavan, che insieme – appunto – al resto della famiglia, guida la Cuneo Inox di Castelletto Scura (Cn), tiene molto a mettere in evidenza.
«Lavoriamo tutti, e con grande sintonia, per lo sviluppo di un’impresa che è figlia dell’intuizione di Elio Pavan nel 1953 – spiega Fabrizio Pavan – e che attraverso vari passaggi, tra i quali quello di specializzarsi nella lavorazione e commercializzazione dell’acciaio inossidabile, è cresciuta e vuole continuare a farlo».
Mettendo in pratica «una sana politica caratterizzata dai “piccoli passi”, ma anche dalla volontà di evolvere ed investire costantemente per farlo, anche puntando con decisione all’autosufficienza nella produzione di energia elettrica ed azoto, che abbiamo raggiunto grazie alla realizzazione di un parco fotovoltaico che ci garantisce la fornitura necessaria per le nostre lavorazioni, oltre che ridurre di molto il nostro impatto ambientale».
Ed a proposito di investimenti, Fabrizio Pavan spiega che «realizzeremo un nuovo capannone e ci doteremo di nuove macchine per la lavorazione laser di tubi, attività che insieme a quelle al plasma, effettuiamo già anche sulle lamiere. Stiamo inoltre ragionando, visto proprio l’incremento delle attività e la crescita dei prodotti in stock, di automatizzare il nostro magazzino, così da essere ancora più pronti a rispondere alle esigenze di un mercato che cambia in fretta».
Quanto ai risultati, la Cuneo Inox «dopo un 2020 tutt’altro che negativo e nel corso del quale siamo riusciti a non lasciare mai a casa nessuna delle persone che lavora con noi, il 2021 non possiamo certo dire che non stia andando bene, tanto che – spiega Pavan – siano davvero molto ottimisti per il 2022, ma non tutto dipenderà da noi».
Perché «se la domanda attuale è molto forte e promette di rimanere tale, quello che preoccupa è che le acciaierie europee producono poco acciaio, soprattutto nel settore dei piani e questo ovviamente rappresenta un problema con il quale ci si deve confrontare. Come del resto quello dei prezzi, che ci si augura trovino un equilibrio più stabile almeno nel secondo semestre dell’anno prossimo, in quanto credo che per la prima parte del 2020 ci dovremo confrontare con una contingenza simile a quella attuale».
Il 2021, peraltro, per la Cuneo Inox è l’anno nel corso del quale «si sono gettate le basi per un progetto finalizzato all’ulteriore crescita e all’apertura al mercato internazionale. Un progetto al quale stiamo lavorando da gennaio e che ci ha portato ad esportare, con un riscontro che è stato fin da subito molto interessante, i nostri prodotti in Francia. Anche in questo caso vogliamo mantenere fede alla nostra filosofia familiare ed aziendale: nessuna fuga in avanti, ma consolidare l’esistente prima di procedere allo step successivo».
Filosofia, ricorda Fabrizio Pavan, «che si basa su concetti imprescindibili: clienti e fornitori, per la Cuneo Inox non sono semplici soggetti con cui intercorrono rapporti commerciali, ma per noi sono molto di più. Sono amici e come tali li trattiamo e continueremo a farlo. Anche perché l’esperienza del lockdown ci ha insegnato quanta importanza rivestano i rapporti interpersonali che, proprio a Made in Steel siamo tornati finalmente a praticare. Questo desiderio di normalità, che abbiamo verificato non essere solo nostro, credo che potrà essere una leva decisiva per la definitiva ripartenza della filiera».
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Trend scaturito dai rialzi a livello internazionale nonché da un leggero incremento della richiesta
La penuria della domanda continua a caratterizzare il settore
Domanda al lumicino, non si prevede alcuna inversione di tendenza nel breve
Pressioni ribassiste dovute ai contenuti consumi e alla competitività delle offerte da Paesi terzi
Rimangono ancora compresse le quotazioni alla distribuzione
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