Barche “su misura”, in cui il cliente è parte del processo creativo.
Nel 1854, Pietro Baglietto comincia a costruire piccoli scafi nel giardino di casa: nel frattempo il mondo è cambiato in tutti i modi possibili ma non è cambiata la spinta alla ricerca di un marchio con lo sguardo sempre rivolto al futuro, anche in un panorama sempre più attento alla sostenibilità.
Il brand del Gabbiano, che ora come l’altra industria nautica della famiglia Gavio (CCN) è sotto la guida del CEO Diego Michele Deprati, senza dimenticare la tradizione abbraccia le sfide del futuro, accogliendo le nuove tecnologie in un panorama in continua evoluzione e dalla competitività sempre più sfrenata.
Visitando la sede produttiva di La Spezia (che insieme a quella di Carrara conta 90 dipendenti totali), si resta impressionati da una struttura che si espande su 35mila metri quadri, capannoni per barche fino ai 65 metri e anche dall’acquisto del più grande travel lift d’Europa, in grado di spostare imbarcazioni fino a 1120 tonnellate.
Ma non meno impressionante è visitare una barca in costruzione, un vero e proprio cantiere fatto di cavi, mobili in costruzione, materiali ancora grezzi, sistemi del tutto misteriosi per i profani, e un’attenzione sartoriale per le richieste del cliente. Caratteristica peculiare di Baglietto infatti è la realizzazione di navi dagli interni studiati con il cliente fino al minimo dettaglio, dai pomelli dei lavandini, agli interruttori della luce, fino alle decisioni più visibilmente caratteristiche, come con che tipo di tavolo, o piscina, o quale altra idea, arredare una sala o il pozzetto.
Sono quattro le linee di partenza, dalle quali il cliente può contribuire a costruire la barca dei suoi sogni: la tradizionale TLine in acciaio e alluminio dai 52 ai 65 metri (ben sei esemplari venduti negli ultimi due anni); le innovative e performanti Fast e Superfast in alluminio; e la DOM133 firmata dal designer Stefano Vafiadis.
Sono venti le barche al momento in costruzione nei due stabilimenti, 18 delle quali già vendute, per un portafoglio ordini che supera i 300 milioni di euro e un fatturato oltre gli 81. Senza dimenticare l’impegno nella tradizione militare, con il marchio Baglietto Navy: al momento per la Marina Militare Italiana sono in costruzione due navigli da 15 metri.
Parlando con parte della dirigenza del Marchio, che a Deprati affianca Fabio Ermetto come Chief Commercial Officer e Raffaella Daino nel ruolo di responsabile comunicazione e marketing, oggi al centro delle attenzioni dell’azienda è anche la tematica ambientale e la tutela del mare, declinate attraverso ricerca, innovazione e nuove tecnologie. Se già la predisposizione standard nelle imbarcazioni è quella di motorizzazioni ibride, il progetto BZero prevede l’utilizzo di un modulo di produzione di idrogeno “green”, a partire dall’acqua di mare e da elettrolizzatori alimentati da fonti rinnovabili. Sarà il cantiere stesso a usufruire per le proprie necessità energetiche del primo prototipo, già da quest’anno, mentre il sistema sarà implementato a bordo delle imbarcazioni a partire dal 2026.
Ma se l’innovazione è al centro delle priorità del marchio, questo non dimentica anche la sua storia, e una gloriosa tradizione che verrà celebrata valorizzando il proprio archivio, unico al mondo. Un secolo e mezzo di lavoro ha lasciato un’eredità fatta di registri, fotografie, disegni, brevetti e modelli in scala verrà raccontato attraverso uno spazio espositivo itinerante, costituito da quattro container di 12 metri, che in differenti contesti potranno testimoniare una storia importantissima, attuale base di partenza per il futuro della nautica del nostro Paese e non solo.